Cinque movimenti per un silenzio: Variazione.

N. Lygeros

Traduzione: Lucia Santini





Ritroviamo gli stessi personaggi molte settimane dopo i terribili eventi. La loro lotta comune li ha ancora più uniti. D’ora in avanti  essi formano le dita di una mano che non cessa di scrivere la storia affinché l’essenziale non sia dimenticato. Ognuno di loro  è seduto a un tavolo, illuminato da una candela. L’ambiente è quello di una biblioteca nascosta. Uno dei personaggi rialza la testa.


Luca

Prima che noi scrivessimo di nuovo la storia del secolo precedente non avevo preso coscienza…Tempo.


Anna

Di che cosa non avevi coscienza?


Luca

Dell’importanza della nozione di genocidio.


Giovanni

Questo non dipende da te! Tempo. Anche la lingua francese  ha scoperto questa parola solo nel 1944, come se non fosse mai esistita prima.


Matteo

E pertanto ben prima del 1944,il secolo era stato ferito dal genocidio.


Marco

Soltanto chi si ricorda del 1915?


Luca

Mi sono reso conto anche  che esiste pure una idea ben peggiore di quella del genocidio…Silenzio.


Giovanni

Com’ è possibile?


Anna

L’oblio?


Luca

Si. L’oblio ma non solo…


Matteo

Il riconoscimento…Tempo. O piuttosto il non riconoscimento..


Luca

Si. È qui l’idea. Il non riconoscimento del genocidio è peggiore del genocidio!


Giovanni

Non capisco il tuo ragionamento.


Luca

Nell’espressione distruzione metodica che caratterizza il genocidio, è la parola metodica che è la peggiore.


Matteo

Adesso capisco cosa dice Luca. Tempo. La giustizia  stessa effettua una distinzione fra il crimine passionale e il crimine premeditato.


Luca

Quello che differenzia i due crimini, è giustamente il metodo. E il non riconoscimento è la continuità di questo metodo.


Giovanni

Tramite la negazione della memoria, uccidono i morti.


Anna

Non gli basta averli torturati, vogliono anche che muoiano nell’oblio.


Matteo

Gli eventi storici possono spiegare l’apparizione di un genocidio ma solo l’ignominia può giustificare il non riconoscimento.


Giovanni

Il genocidio è una ferita per l’Umanità mentre il non riconoscimento è un’alienazione dell’uomo.


Luca

Alcuni uomini non intervengono perché non erano presenti al momento degli avvenimenti senza rendersi conto che la loro neutralità serve solo ai boia.


Matteo

Nel genocidio, ci vedo la barbarie mentre nel non riconoscimento lì si trova il suo orrore.


Anna

Nel riconoscimento, c’è ben di più del dovere della memoria. C’è la resurrezione di un popolo.


Marco

Sono d’accordo con questi pensieri sono gli atti di cui abbiamo bisogno.


Giovanni

Per questo  scriviamo la storia.


Luca

Ma noi dobbiamo scrivere la storia del futuro. Tempo.  Se  vogliamo che i genocidi appartengano al passato, dobbiamo occuparci del  loro riconoscimento.


Marco

I nostri nemici non sono i boia che sono morti ma coloro che continuano la loro opera attraverso il non riconoscimento.


Matteo

E come convincere colui che non lo sa!


Luca

Per vincere insieme a lui, dobbiamo nascere con lui.


Giovanni

Per alcuni, la stesura della dichiarazione dei diritti dell’uomo non ha senso nonostante sia necessaria.


Anna

Attraverso il genocidio, la nostra lotta è indirizzata all’Umanità.


Luca

L’Umanità ha anch’essa il diritto di esistere.


Marco

Come ogni uomo libero.


Matteo

Dobbiamo lottare contro ogni paese, contro ogni sistema che se ne infischia dei diritti dell’uomo e non riconosce i genocidi.


Giovanni

Dobbiamo lottare prima di tutto  contro i paesi che hanno commesso i genocidi e che non li riconoscono perché servono d’ esempi all’ignominia.


Matteo

Solo che bisogna essere prudenti.


Anna

Come osi parlare di prudenza quando si tratta di un genocidio?


Matteo

Non volevo dire questo. Giustamente pensavo a te e a Giovanni.


Anna

Non è a noi che bisogna pensare ma agli altri che non hanno potuto difendersi, agli altri che sono morti perché esistevano, agli altri che vivono solo nelle nostre memorie.


Giovanni

È solamente a questo che dobbiamo pensare.


Marco

Per aiutare conosco una persona che è sopravvissuta al genocidio.


Matteo

Dobbiamo incontrarla al più presto possibile.


Marco

Allora dobbiamo andare a casa sua. Purtroppo non può muoversi. Le torture l’hanno inchiodata sulla sua sedia.


Anna

Abbiamo bisogno di lei. Andiamo!


Soffiano sulle loro candele e partono.








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