Cinque movimenti per un silenzio: Allegro.

N. Lygeros

Traduzione: Lucia Santini




La scena è completamente vuota, senza oggetti. È difficile identificarne lo stile. Rappresenta il simbolo musicale. Un personaggio irrompe nella scena. Ha in una mano un giornale e nell’altra una sedia. Trascina la sedia rapidamente.


Luca

Non pensavo che fosse possibile…silenzio.


Si siede sulla sedia e guarda il giornale con meraviglia.

Un altro personaggio arriva  anche lui trascinando una sedia. Si siede dalla parte opposta al primo personaggio. Adesso sono di spalle.


Marco

Al contrario credo che tutto sia possibile…


Luca si china verso Marco


Luca

Hai letto il giornale?


Marco

No!


Luca

Allora come puoi sapere di cosa parla?


Marco

Non lo so.


Luca

Sei insopportabile!


Marco

È un po’ esagerato!


Luca

La questione è grave.


Marco

Sono d’accordo …Tempo. Tuttavia questo cambia qualche cosa?


Luca

Ma è proprio qui il problema!


Marco

Qual è il tema della nostra conversazione di oggi?


Luca

Un crimine che forse non è esistito!


Marco

Ma che tema divertente!


Luca

Eppure è in prima pagina


Gli mostra il giornale.


Marco

Questo non prova nulla… Di cosa si tratta?


Luca

Del genocidio…Silenzio.


Marco si gira bruscamente.


Marco

Credevo che scherzassi.


Luca

Tutti credono che si tratti di uno scherzo.


Marco

Parli seriamente?


Luca

Si. Silenzio.


Gli mostra il giornale. Marco scorre l’articolo. Il suo viso si rattrista.


Marco

Sono degli incoscienti. Tempo. Come possono scherzare su questo tema.


Luca

Perché ai nostri giorni, tutto può essere oggetto di scherzo.


Marco

Ma qui non si tratta di un crimine di guerra, è un crimine contro l’Umanità.


Luca

Ma non gli importa per loro  si tratta solo di parole.


Marco

Ma queste parole feriscono la memoria!


Luca

Gli uomini che sono sopravvissuti al genocidio muoiono poco a poco e con loro, la loro memoria.


Marco

Allora dobbiamo agire!


Luca

Ma come?


Marco

Noi dobbiamo ricordare per loro.


Luca

Ma questo non sarà sufficiente!


Marco

Allora non dobbiamo dimenticare! Silenzio.


Luca

Si, questo…Tempo. Solo la memoria può vincere la morte.


Marco

Per questo  tentano di assassinare la nostra memoria.


Luca

Tuttavia noi non siamo né Armeni, né Assiro-Caldei, né Ciprioti, né Greci, né Kurdi, né..!



Marco

Questa non è una ragione! Al contrario!


Luca

Al contrario?


Marco

Come il nostro corpo non è stato toccato dalla memoria, allo stesso modo la memoria deve segnare il nostro spirito.


Luca

Ti rendi conto dello  sforzo che se ne deduce?


Marco

Un dovere di memoria non è uno sforzo. Tempo. Noi non eravamo là al momento degli avvenimenti ma  saremo presenti  d’ora in avanti.


Luca

Non siamo responsabili delle vite del passato ma della memoria del futuro! Silenzio. Soltanto chi  crederà a noi?


Marco

Gli uomini che sanno soffrire…


Luca

Ma sono così pochi!


Marco

È l’inizio della resistenza.


Luca

Vuoi dire che coloro che pongono resistenza sono sempre di meno.


Marco

Sì, diventano resistenti soltanto quando ci riescono.  

Luca

E se falliscono?


Marco

In generale, li dimentichiamo.


Luca

Avremo bisogno degli altri.


Marco

Abbiamo sempre bisogno degli altri.


Luca

Verranno?


Marco

Sempre vengono!


Luca

Ma questa volta è diverso.


Marco

Allora non se ne andranno più.


Luca

Non posso credere che tentino di assassinare la memoria.


Marco

Purtroppo è la realtà! Tempo. E se non resistiamo, ci riusciranno.


Luca

Che cosa possiamo fare? Tempo. Noi siamo soltanto degli uomini…


Marco

È perché siamo degli uomini che dobbiamo resistere.


Luca

A qualunque costo?


Marco

La memoria non ha prezzo.


Luca

Ho paura della morte…


Marco

È l’oblio che dobbiamo temere, la morte è naturale, l’oblio è inumano!

Abbandonano la scena lasciando le seggiole.








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