Due Teste

N. Lygeros

Traduzione: Lucia Santini




Due teste.
Due pagine.
La prima per il futuro, la seconda per il passato.
Conspaziamente nello stesso foglio.
Due teste, un’aquila.
Lo stesso schema mentale.
Il Camaleonte aveva cambiato forma.
La biblioteca si era arricchita.
Era più luminosa ma aveva contemporaneamente
gli elementi caratteristici della Basilica.
Esaminò l’aquila bicefala
in maniera diversa
non era più dello spazio.
Non guardava l’Oriente e l’Occidente.
Vedeva il Passato e il Futuro.
Molteplicità del Tempo.
Non era un punto
ma un nodo
che era diventato
legame.
Con la sfera della Croce
e con la spada dell’Ellenismo.
Non era pedone, e neppure un pezzo.
Ma giocatore, stratega.
La scacchiera era vuota.
Ma aveva anche un vuoto.
Certamente i nemici si sarebbero stupiti.
Dopo la forma ciclica.
I pedoni e i pezzi sarebbero stati gli stessi.
Le stesse regole.
Altro campo d’azione.
A causa del quadro.
Li avrebbe trascritto gli schemi mentali che avrebbero attraversato
i secoli oscuri per indicare il sentiero di luce.
Divise mentalmente la scacchiera.
Senza mettere i colori.
Ci sarebbe stato solo il colore dell’invisibile.
Il colore del Camaleonte.
Ovunque e da nessuna parte.
Ovunque per la strategia, da nessuna parte per la tattica.
Invisibile e Visibile.
Non avrebbe nascosto nulla.
La chiave sarebbe stata solo l’intelletto.
La scelta dei giocatori sarebbe stata fatta esclusivamente
con questo criterio mentale.
Ogni punto del cerchio avrebbe avuto lo stesso valore.
Tutti diversi, ma senza differenza.
Mai gli opposti, sempre complementari.
Legame di libertà.







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