Analisi : La persuasione e la rettorica di Carlo Michelstaedter

N. Lygeros

Traduzione: Lucia Santini




Un giorno leggendo « Le Monde » il mio sguardo si posò su una critica letteraria di Roger-Pol Droit, più precisamente sul titolo della sua analisi : Un Rimbaud metafisico. Apprezzando molto questo poeta e incuriosito dalla parola metafisico, fui molto attirato.
Mi resi conto allora che c’era un disegno, uno strano e simbolico disegno di Serguei.
Rapidamente capii che l’analisi era focalizzata sulla giovinezza dell’autore di questo libro poco comune. Le citazioni che scoprivo erano tanto belle quanto nere. Di un nero affascinante e terribile. Il mio cervello fù ben presto invaghito dall’ inchiostro che utilizzò questo misterioso autore cioè dalla sua anima!
Il peso delle sue parole era schiacciante, al limite della tollerabilità, appesantiva tutti i miei pensieri, vivevo solo per morire davanti alla potenza di queste parole titaniche. E’ la comprensione della sofferenza dell’autore che mi salvò da questa posizione critica.
Come Atlante faceva con il mondo, lui portava sui suoi due emisferi tutte la sofferenze dell’umanità e tutte le debolezze del pensiero umano.
La vita di quest’UOMO : La Persuasione e la Rettorica, la sua morte: il suicidio, a 23 anni, dopo aver scritto il suo libro ed essere andato ad ascoltare una simfonia de Ludwig Van Beethoven, il 17 Ottobre 1910.
« La lampada si spegne per mancanza d’olio, io mi spengo per una traboccante sovrabbondanza». Era Carlo Michelstaedter!
Alcuni giorni dopo, finalmente mi impossessai di questo strano libro e questo secondo incontro altrettanto scioccante quanto il primo mi fece prendere coscienza dell’importanza dell’impatto di quest’opera sul mio pensiero.
Così scoprii un autoritratto di Carlo la cui qualità mi dimostrò benché non fosse più necessario – che quest’uomo era veramente dotato in tutto, salvo forse per la vita, come me lo fece notare un giorno una mia amica.
In seguito potei leggere una prefazione molto istruttiva di Sergio Campailla, esegeta erudito dell’opera di Michelstaedter, completata da una biografia sommaria, la giovinezza dell’autore l’ obbliga!
Tuttavia non riuscivo a prendere la decisione di leggere questo scritto, perché temevo il suo effetto sulla mia persona. All’epoca scriveveo un articolo importante e mi mettevo al riparo da ogni influenza filosofica, al fine d’essere il più possibile me stesso per i miei lettori.
E’ soltanto un anno dopo questi eventi che intrapresi la lettura di questo fantastico libro. Avevo deciso di sapere anche se dovevo morire.
Nonostante il soggetto potesse apparire arido inizialmente, si comprende velocemente che egli tocca il fondamentale. E poi un autore è molto più meritevole nel generare un universo dal nulla che utilzzare la vita brulicante di fenomeni assurdi per scrivere.
Come diceva Nietzsche, attraverso Zarathustra, dopo la morte di Dio e dell’ultimo uomo, il più spregevole di tutti perché ha perduto il senso del suo superamento personale, verrà il superuomo che creerà dei valori nuovi e la cui volontà sarà l’affermazione più totale della vita.
Quest’ uomo era C. MICHELSTAEDTER. Ma davanti alla sua incapacità di scuotere l’inerzia degli uomini, si suicidò.







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